Dyskolos

Di Menandro

Impianto scenico e regia

CINZIA MACCAGNANO

 

Con

RAFFAELE GANGALE, DARIO GAROFALO, CINZIA MACCAGNANO, LUNA MARONGIU, CRISTINA PUTIGNANO

 

Costumi

MONICA MANCINI

 

Musiche

GERMANO MAZZOCCHETTI

composte per il Dyskolos realizzato dall’INDA nel 1995 per la regia di Egisto Marcucci 

 

Maschere 

GIANCARLO SANTELLI

 

Restyling maschere

LUNA MARONGIU

 

Assistente 

MARTA CIRELLO

 

Illustrazione e grafica

ALESSANDRO GIULIANI

 

Produzione 

LA BOTTEGA DEL PANE 

 

 

dyscolos
Note

Il Dyskolos rappresenta la forma più compiuta di quella che è stata definita “commedia nuova”: esaurita ormai la critica politica che fu del teatro di Aristofane,  Menandro concentra la sua attenzione su temi e rapporti che lasciano ampio spazio alla riflessione, alla morale, potremmo dire, borghese, di chi accetta con consapevolezza la propria condizione umana. Protagonista della commedia è l’uomo, con i suoi piccoli drammi quotidiani, le sue intolleranze e le sue paure che lo portano a farsi aggressivo e a chiudersi in se stesso e nella stretta gabbia dei propri interessi. Ma sorprendente è la modernità di Menandro che affida ai due giovani, il ricco innamorato Sostrato e il povero e dignitoso Gorgia, la capacità di sciogliere il nodo drammaturgico: la vitalità che scaturisce dall’amore e dalla fiducia nel prossimo vincerà la misantropia e consentirà il superamento della diversa condizione sociale dando vita, forse, ad una nuova comunità. 

 

Il Dyskolos è fortemente legato alla ‘memoria’ della Compagnia, essendo stato spettacolo d'esordio, nel lontano 1995, di quegli allievi attori della Scuola Giusto Monaco dell’INDA di Siracusa, che poi avrebbero creato la Bottega del Pane. Di quel memorabile spettacolo, che portava la firma di Egisto Marcucci, Aurelio Gatti aveva curato un coro ad hoc per un gruppo di giovani attori e Germano Mazzocchetti aveva composto intramontabili musiche, ancora oggi qui riproposte. Protagonisti ne erano Marcello Bartoli, Armando Bandini, Sebastiano Tringali, Dario Cantarelli, Donatello Falchi.  Il debutto fu a Segesta. Un esempio di Teatro a cui si è ispirato il gruppo che nel 1996 fondò la Compagnia.

 

La scelta di utilizzare in questa versione le maschere proprie del teatro di Menandro, che già tante volte la Compagnia ha messo a servizio delle opere plautine, si iscrive in una tradizione che si rinnova ancora una volta: e nell'affrontare il testo che queste maschere ‘vestono’ con maggiore attinenza, e nell'avere scelto di dare un colore nuovo ai “tipi di Lipari” reinterpretati dal Maestro Santelli, scrostandoli dalle ristrettezze filologiche, cui in ogni caso obbediscono per loro stessa natura, e arricchendoli di un’inventiva moderna, nell’apparenza (trucco e colore)  e nella sostanza (parola e movimento).

 

Date spettacoli

Spettacolo del 22 agosto